Marco Delogu's latest projects
Marco Delogu sarà in ottobre protagonista a Villa Medici di un’importante retrospettiva, Noir et Blanc.
Il titolo della mostra riassume un lavoro, incentrato prevalentemente sul ritratto, che trova il suo filo conduttore in progetti che si concentrano su gruppi di persone e traggono spunto da un coinvolgimento diretto con la sua vita: dai cardinali alle statue romane, dagli zingari ai fantini, dal carcere ai contadini e ai pastori. Il suo è un rapporto immediato e frontale, come quello con la zingara Senada o l’ex condannato a morte Shuja Graham.
Gli ultimi due progetti di Marco Delogu, due migrazioni e quattro studi di cavalli, si aprono alla natura, nelle differenti declinazioni di un’attenzione che si sposta dall’uomo a ciò che lo circonda.
Sono un primo passo in direzione del nuovo senso di libertà che caratterizza il suo ultimo lavoro, Nature: plurale che indica un nuovo spazio, privo di vincoli e senza alcuna connotazione geografica precisa, ma fatto di campi, boschi, spiagge, di tracce seguite senza una meta precisa, di frammenti che si fanno segni di un percorso delineato da uno sguardo che si fa vicino, e da frontale si sposta spesso verso il basso seguendo tattilmente i movimenti del terreno, per poi rialzarsi e ritrovare il respiro di uno spazio che vibra di frammenti quasi astratti. Attento al momivento e a una visione più nitida e libera, Delogu sperimenta anche per la prima volta il video, strumento di passaggio da uno stile caratterizzato da fotografie sempre in verticale al maggior respiro del formato orizzontale.
Il titolo della mostra riassume un lavoro, incentrato prevalentemente sul ritratto, che trova il suo filo conduttore in progetti che si concentrano su gruppi di persone e traggono spunto da un coinvolgimento diretto con la sua vita: dai cardinali alle statue romane, dagli zingari ai fantini, dal carcere ai contadini e ai pastori. Il suo è un rapporto immediato e frontale, come quello con la zingara Senada o l’ex condannato a morte Shuja Graham.
Gli ultimi due progetti di Marco Delogu, due migrazioni e quattro studi di cavalli, si aprono alla natura, nelle differenti declinazioni di un’attenzione che si sposta dall’uomo a ciò che lo circonda.
Sono un primo passo in direzione del nuovo senso di libertà che caratterizza il suo ultimo lavoro, Nature: plurale che indica un nuovo spazio, privo di vincoli e senza alcuna connotazione geografica precisa, ma fatto di campi, boschi, spiagge, di tracce seguite senza una meta precisa, di frammenti che si fanno segni di un percorso delineato da uno sguardo che si fa vicino, e da frontale si sposta spesso verso il basso seguendo tattilmente i movimenti del terreno, per poi rialzarsi e ritrovare il respiro di uno spazio che vibra di frammenti quasi astratti. Attento al momivento e a una visione più nitida e libera, Delogu sperimenta anche per la prima volta il video, strumento di passaggio da uno stile caratterizzato da fotografie sempre in verticale al maggior respiro del formato orizzontale.