Marco Delogu

Ho appena finito le riprese del mio primo cortometraggio e ho appena finito il mio ultimo lavoro "luce attesa", un omaggio alla mia città, che sarà inaugurata al MACRO il prossimo 26 settembre alle 7pm.
Ecco un piccolo testo scritto sulla notte passata al Palatino.

Passare una notte di luna piena in solitudine al Palatino è una delle cose più belle che può succedere a un romano: in poche ore si cancellano dalla memoria molte visioni negative della città, finisce l'inquinamento acustico, e ci si libera anche dall'altro inquinamento, quello del cinismo e della retorica. La retina si abitua alla luce della luna e improvvisamente ti trovi proiettato indietro nel tempo senza automobili, senza sacra romana chiesa, monologhi con i telefonini, turisti al seguito di bandierine (sì, come i cani del vecchio cinodromo che seguivano la lepre di pezza), camion -bar, pubblicità abusive, e generone romano.
In questa personale macchina del tempo ho passato la notte tra l'undici e il dodici giugno 2014, la famosa "luna di miele"; insomma ho fatto un viaggio di nozze, insolito e solitario, nella mia città: consolidavo il mio grande amore verso di lei iniziando, dal Palatino, a fotografarla senza persone, e le dicevo anche che la mia personale e autoimposta "prigionia" dentro le Mura Aureliane e il grande raccordo anulare era finita. Era per questa libertà acquisita che volevo stare da solo con lei, e amarla illuminata dalla luce che in questo periodo sento più mia: quella della luna.
Non cercavo l'ostentata monumentalità. Volevo terra, strade, cespugli, sassi e alberi che continuano a crescere, spostarsi, e vivere di vita propria. Alle due e mezza, mi sono addormentato sdraiato sull'erba (potersi addormentare in ogni condizione e luogo, è un'eredità di famiglia) e dopo mezz'ora, al mio risveglio, la macchina del tempo continuava a funzionare. Ho voluto decidere io la fine di questo "viaggio": non ho aspettato l'alba, poco dopo le quattro ho salutato la "luna di miele".

Fotografo, editore e curatore, nel 2002 ho fondato FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma, che ancora dirigo e che quest’anno è arrivato all’undicesima edizione, appena finita.
Nel 2003 ho fondato la casa editrice Punctum e nel 2009 il PHC capalbiofotografia.
Ora lavoro al museo MACRO come curatore del dipartimento della fotografia.
Passo il mio tempo a lavorare su progetti personali e a collaborare con altri fotografi o curatori con i quali divido idee e progetti.
Recentemente sono appena finite due mostre personali (“la natura della notte” alla galleria il segno, e “l’altra ego” al MACRO via nizza, insieme a Giosetta Fioroni) e poi Mosca, Venezia (la biennale 2011), e Lione.
Mi piace moltissimo fare libri, e ultimamente sto lavorando ad un progetto di libri d’artista che coinvolge alcuni fotografi e artisti, oltre ad aver curato il libro di Alec Soth “la belle dame sans merci” e l’ultimo libro di Paolo Ventura “lo zuavo scomparso”. Ho appena pubblicato due libri (“la natura della notte” punctum, e “l’altra ego” quodlibet) e recentemente ho fatto questa fotografia vent’anni dopo aver fatto le “quattro pere”.

 

quattro albicocche

video

Marco Delogu, a video interview by Arte Tv


Photographer and exhibition curator Marco Delogu walks the city and shares his thoughts on his home town

video interview The Guardian


ARTE, the frech-german tv art channel introduces
Marco Delogu's retrospective at Villa Medici in Rome.

video interview ARTE


Marco Delogu guest at Parla con me


Video interview by Giovanna Sarno for Art a part of cult(ure)


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