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Capannelle
Cosa resta di una corsa di cavalli? Dopo che sono passati loro, i protagonisti, spinti a braccia o sotto frusta. Dopo che un suono cupo di zoccoli li ha annunciati precedendo il nostro sguardo. Un rumore nuovo che la memoria riconosce subito, come un’eco che viene dal passato, dal tempo in cui il cavallo e l’uomo combattevano e vivevano insieme. Cosa resta di una corsa di cavalli? L’urlo della folla, la gioia, qualche imprecazione a mezza voce, gli animali stanchi che docili e spossati, tornano al tondino. Restano gli uomini arrampicati sullle staffe, asciugati dallo sforzo e dalle saune che accennano espressioni meste e sorrisi sghembi. Un colpo di vento sul prato di Capannelle e il rito ricomincia: altri protagonisti altro brivido. Eppure quell’unico attimo è lavoro di anni, di vite. E noi siamo andati a cercarle queste vite, partendo da una traccia sull’erba che il prossimo galoppo confonderà fino a farla sparire. Abbiamo percorso a ritroso il cammino che dalle gabbie di partenza ci porta alle scuderie e dalle scuderie ai protagonisti di questo micromondo che è l’ippodromo delle Capannelle. Tracce di cavalli e di uomini che abbiamo raccolto perché non vadano perdute.
Massimo Reale
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